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Sanità

ASL, il punto sulla campagna vaccinale e le sfide future

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In quindici mesi in provincia di Rieti sono state somministrate circa 310 mila dosi di vaccino e la Asl di Rieti si è trasformata in laboratorio regionale e nazionale per la predisposizione e l’avvio della vaccinazione per tutte le fasce di popolazione eleggibile anche attraverso la realizzazione di Open Day, Open Week, eventi itineranti attraverso l’utilizzo di un poliambulatorio mobile.

La distribuzione strutturata dei punti vaccinali sul territorio, predisposti grazie alla stretta collaborazione con la Fondazione Varrone, la Scuola Interforze per la Difesa Nbc, e Amazon, la capacità di modulare con flessibilità la loro possibilità erogativa, la disponibilità di dosi, l’accordo con i Medici di Medicina Generale sulla fascia over 80 e i Pediatri di Libera Scelta e il mondo della Scuola per le fasce under 18 e la collaborazione con i Farmacisti, ha consentito di raggiungere, in poco tempo, un numero di somministrazioni elevato, fondamentali per prevenire e contenere il virus e ritornare alla normalità.

Come accaduto per il Sisma del 2016, altra grande emergenza per il territorio della provincia di Rieti, per la pandemia la Asl di Rieti insieme alla Regione Lazio, ai Comuni, alle strutture sociali comunali, senza tralasciare l’apporto delle diverse espressioni della società civile e del terzo settore, hanno dato prova di una straordinaria capacità di coordinamento e di governance. Un modello di stretta collaborazione tra i vari livelli che va replicato per cogliere al meglio le opportunità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che consentiranno un rafforzamento della presa in carico sul territorio, nuovi investimenti di risorse nella continuità assistenziale e la nascita di un ecosistema interconnesso che vede come driver di cambiamento la digitalizzazione e in particolare la Telemedicina.    

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Peste Suina a Rieti, l’appello di Coldiretti

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“Al via subito gli abbattimenti dei cinghiali. Non possiamo permetterci di aspettare ancora, davanti alla velocità di diffusione della peste suina”. E’ l’appello del presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri. “Ad una settimana dal primo caso di peste suina a Rieti ancora non sono stati presi provvedimenti per il contenimento del virus dei cinghiali, che si tramette ai suini e rischiano di essere abbattuti anche se sani. La situazione è già fuori controllo nella Capitale ed era prevedibile che i casi aumentassero. Così come è prevedibile che a breve ne conteremo molti altri nella regione” In questi giorni si sono susseguiti incontri tra la prefettura, la Asl, i sindaci del territorio di Rieti, il ministero della Salute e il commissario per l’emergenza della peste suina, Angelo Ferrari, per valutare gli strumenti da adottare. La zona rossa potrebbe scattare in queste ore in diversi comuni da Antrodoco a Cittaducale, da Micigliano a Castel Sant’Angelo, oltre a Borgo Velino, dove giovedì scorso è stata trovata la carcassa del primo cinghiale risultato infetto.

“E’ in pericolo l’intero patrimonio suinicolo della nostra regione – prosegue Granieri – dove rischiano di essere abbattuti anche maiali sani con un impatto sulla filiera devastante e conseguenze economiche che ricadranno sull’intero settore. Un settore che nel lazio fa registrare un giro di affari di oltre un milione di euro. E se questo accadrà a Rieti, andranno sprecati anche i soldi già stanziati dalla Regione Lazio e spesi dalle aziende del territorio per incrementare la presenza di suini nella aziende dell’area del cratere ad Amatrice”. Solo a Rieti le aziende suinicole sono oltre 370 per un totale di oltre 5 mila capi e rappresenta la seconda provincia nel Lazio, dopo Frosinone, in ordine di importanza per numerosità aziendale. “Ad essere esposti ai rischi maggiori sono soprattutto gli allevamenti suincoli di maiale nero reatino – spiega il presidente di Coldiretti Rieti, Alan Risolo – Aziende che realizzano prodotti tipici di pregio e rappresentano una distintività per il nostro territorio. Non possiamo permetterci di perdere una delle nostre eccellenze“.

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Salute Lazio, partita la prenotazione per gli screening oncologici. D’Amato: “Prevenzione fondamentale”

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È partito il nuovo servizio di Prenota Screening, rivolto agli screening oncologici. In queste prime 48 ore, sono state prenotate oltre 1.700 prestazioni. Ad annunciarlo l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’amato che annuncia: “Se questo trend proseguirà arriveremo a oltre 20.000 prestazioni al mese. Consigliamo vivamente di utilizzare questo servizio innovativo. La prevenzione è fondamentale per la lotta ai tumori”.

COME PRENOTARE: Prenotare è semplice, completamente gratuito e non occorre la prescrizione medica. Tutte le informazioni sulle classi di età e le modalità di accesso su www.salutelazio.it/screening-prenota-smart

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Asl Rieti

Asl Rieti, incontro con 350 studenti di sette diversi Istituti scolastici del reatino

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Con un video messaggio dell’Assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato si è aperto l’evento conclusivo dedicato al Percorso Integrato di Orientamento e Promozione della Salute, anno scolastico 2021-2022, della Asl di Rieti. Presenti, davanti a 350 studenti di sette diversi Istituti del reatino accompagnati da docenti e dirigenti scolastici, il Direttore Generale della Asl di Marinella D’Innocenzo.

Un evento corale organizzato in collaborazione con l’Unità Attività Terapeutiche Riabilitative per i Disturbi da uso di Sostanza e nuove Dipendenze che ha visto la partecipazione di Studenti, Insegnanti e Dirigenti scolastici di 7 licei e istituti scolastici di città e provincia. L’obiettivo è stato quello di raccontare il percorso intrapreso fino ad oggi e di accogliere le tante proposte che sono arrivate dai giovani presenti su temi importanti per le nuove generazioni quali Alimentazione, Bullismo, Gioco d’Azzardo, Attività fisica, Benessere mentale ed emotivo, Sessualità, Dipendenze.

Il percorso, nato nel 2017 dal progetto della Asl di Rieti dal titolo “L’uomo come fine, mai come mezzo”, ha portato al raggiungimento degli obiettivi come consolidare la cultura della comunicazione nei giovani, chiave d’accesso per qualsiasi relazione interpersonale; accrescere la capacità di assunzione di responsabilità, nel rispetto di sé e degli altri; orientare i giovani ad abbracciare stili di vita sani e favorevoli alla salute fisica e psichica, prevenendo così fattori di rischio per il loro benessere; migliorare le conoscenze sui rischi dell’uso di tabacco, alcol e sostanze psicoattive e sviluppare un atteggiamento non favorevole alle sostanze; correggere le errate convinzioni dei ragazzi sulla diffusione e l’accettazione dell’uso di sostanze psicoattive.

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