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Covid le linee guida di D’Amato contro la quarta ondata: terza dose al quinto mese e mascherina all’aperto

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”Ci stanno arrivando dei segnali che non ci piacciono. Vediamo troppi casi, anche gravi, tra chi è stato vaccinato sei mesi fa. Bisogna cambiare strategia contro il Covid, imitare il Regno Unito e offrire la terza dose prima, a cinque mesi dalla seconda”.

LE PAROLE DI ALESSIO D’AMATO — Dichiarazioni di Alessio D’Amato, assessore alla Salute della Regione Lazio, in un’intervista a ‘Il Messaggero‘. ”Serve più coraggio – prosegue – Stiamo vedendo che aspettare la conclusione del periodo di sei mesi è rischioso. L’immunità non scende all’improvviso al centottantesimo giorno, si tratta di un processo graduale. Per questo chiediamo di intervenire prima, offrendo, specialmente ai soggetti più anziani, la terza dose già al quinto mese – aggiunge – Aspettare il raggiungimento del punto più basso della protezione non è una buona idea. D’altra parte questo tipo si scelta la stanno facendo anche nel Regno Unito”. Secondo D’Amato sarebbe importante introdurre l’obbligo della mascherina all’aperto, a prescindere dal colore di una determinata regione. Sarebbe anche utile richiedere la quarantena a chi arriva da paesi, pure della Ue, con un’alta circolazione del virus. Quanto all’ipotesi di lockdown per i non vaccinati D’Amato dichiara: ”Anziché tornare a chiudere in maniera generalizzata, meglio il lockdown dei non vaccinati”.

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Cronaca

Anche Rieti ricorda i trent’anni della strage di Capaci

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Sabato 23 maggio 1992, ore 17.56. un’esplosione di 500 chilogrammi di tritolo segna la strage mafiosa più nota e ricordata della storia italiana che devastò un tratto dell’autostrada A29 all’altezza del cartello dello svincolo per Capaci-Isola delle Femmine, a pochi chilometri da Palermo. L’obiettivo erano le tre auto blindate  che componevano il convoglio che stava conducendo il giudice Giovanni Falcone, 53 anni, e sua moglie Francesca Morvillo, 47 anni, anche lei magistrato, dall’aeroporto di Punta Raisi a Palermo. Quel pomeriggio morirono anche Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, gli uomini della scorta. Oggi sono trascorsi 30 anni dall’attentato di Capaci che suscitò grandissima emozione in tutta Italia. In Sicilia i movimenti antimafia scesero in piazza e a Palermo i cortei sfilarono tra i palazzi dove dai balconi scendevano lenzuola bianche. Giovanni Falcone, durante la preparazione per il maxi processo contro la mafia con cui lavorò insieme a Paolo Borsellino, che verrà ucciso due mesi dopo nella strage di via d’Amelio, venne più volte a Rieti, nell’ex carcere di Santa scolastica per interrogare alcuni pentiti di mafia, tra cui Totuccio Contorno e Antonino Calderone, rinchiusi proprio nel penitenziario reatino. Oggi si celebra la Giornata nazionale della legalità e anche a Rieti diverse sono le iniziative. L’amministrazione comunale ha aderito all’iniziativa dell’ANCI e alle 17.57, il Sindaco Antonio Cicchetti, osserverà un minuto di raccoglimento in Piazza Vittorio Emanuele II con sottofondo “Il Silenzio” suonato dal trombettiere della Questura. L’ANPI ha organizzato un incontro, presso la sede di via delle stelle, per ricordare le vittime della strage e trasmettere alle generazioni future la memoria di quanto accaduto. A Palermo, in questi giorni, sventola anche un lenzuolo proveniente da Rieti per “Le memorie di tutti”, il concorso promosso dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone, a realizzarlo i ragazzi della III E della scuola media “Basilio Sisti” che hanno scelto di disegnare una mongolfiera che vuole rappresentante la legalità e riporta con il nome di Falcone, con accanto, una colomba in volo emblema di libertà

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Il comune di Amatrice conferisce la Cittadinanza Onoraria alla Croce Rossa Italiana

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E’ stata consegnata, durante una cerimonia presso l’Auditorium Della Laga ad Amatrice, la cittadinanza onoraria alla Croce Rossa Italiana per il contributo dato durante i mesi che hanno seguito il terremoto del 2016. A consegnare la pergamena al  Vicepresidente nazionale Rosario Valastro, il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi.

LE PAROLE DEL SINDACO CORTELLESI: Il primo cittadino ha tenuto a sottolineare che gli uomini e le donne della Croce Rossa “sono gli eroi della quotidianità italiana e in particolare, della nostra quotidianità. La loro presenza per noi è sinonimo di fratellanza, sicurezza, solidarietà e aiuto concreto e la cittadinanza onoraria è il segno di una vicinanza che deve continuare per vigilare la ripartenza”. Al termine della cerimonia è stata deposta, presso il monumento dei caduti ad Amatrice, una corona di fiori. Il vice presidente Valastro si è detto emozionato e grato per l’importante riconoscimento da parte di Amatrice, luogo simbolo di una tragedia nella quale i nostri volontari sono stati tra i primi a giungere per portare soccorso”. Il vice presidente della Croce Rossa Italiana ha voluto dedicare la cittadinanza onoraria a ciascuno dei soccorritori

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Ambiente

Oggi, 20 maggio, è la Giornata mondiale delle api

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