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LOMBARDINI, DI BERARDINO: “INVIATA LETTERA AL MISE PER AVVIARE TAVOLO DI CONFRONTO SU FUTURO AZIENDA E LAVORATORI”.

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“Ho inviato una lettera al Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti in merito alla situazione dell’azienda Lombardini presente anche a Rieti” così l’assessore regionale al Lavoro Claudio Di Berardino.

LA PROPOSTA – “Come Regione Lazio siamo impegnati da tempo, spiega Di Berardino, nella gestione delle crisi aziendali e nella condivisione di percorsi di reindustrializzazione. Nella lettera ho espresso la nostra preoccupazione in quanto sembrerebbe essere stato rappresentato un disinvestimento da parte del gruppo Kolher, proprietario della Lombardini, sullo stabilimento reatino.  A tal fine, l’azienda avrebbe individuato un Advisor per trovare soluzioni alternative e avviare una cessione o una reindustrializzazione”.

IL RUOLO DELLA REGIONE – La Regione Lazio, pur non essendo stata coinvolta nella fase di individuazione del soggetto cui cedere l’azienda, ha manifestato alla Lombardini la necessità di avere informazioni in merito ad una eventuale trattativa per la cessione dello stabilimento affinché si possa costruire un percorso che salvaguardi i livelli occupazionali e professionali.

LA LETTERA AL MISE – “Pur avendo avviato un confronto con la Lombardini, ad oggi, le informazioni richieste non sono state ancora rese evidenti. Come Regione, pur nel rispetto dell’iniziativa economica dell’azienda, non possiamo permettere che si determinino criticità nel territorio reatino, quale area di crisi complessa e alla luce di tali considerazioni abbiamo chiesto al Ministero la possibilità di avviare un confronto

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Cronaca

Anche Rieti ricorda i trent’anni della strage di Capaci

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Sabato 23 maggio 1992, ore 17.56. un’esplosione di 500 chilogrammi di tritolo segna la strage mafiosa più nota e ricordata della storia italiana che devastò un tratto dell’autostrada A29 all’altezza del cartello dello svincolo per Capaci-Isola delle Femmine, a pochi chilometri da Palermo. L’obiettivo erano le tre auto blindate  che componevano il convoglio che stava conducendo il giudice Giovanni Falcone, 53 anni, e sua moglie Francesca Morvillo, 47 anni, anche lei magistrato, dall’aeroporto di Punta Raisi a Palermo. Quel pomeriggio morirono anche Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, gli uomini della scorta. Oggi sono trascorsi 30 anni dall’attentato di Capaci che suscitò grandissima emozione in tutta Italia. In Sicilia i movimenti antimafia scesero in piazza e a Palermo i cortei sfilarono tra i palazzi dove dai balconi scendevano lenzuola bianche. Giovanni Falcone, durante la preparazione per il maxi processo contro la mafia con cui lavorò insieme a Paolo Borsellino, che verrà ucciso due mesi dopo nella strage di via d’Amelio, venne più volte a Rieti, nell’ex carcere di Santa scolastica per interrogare alcuni pentiti di mafia, tra cui Totuccio Contorno e Antonino Calderone, rinchiusi proprio nel penitenziario reatino. Oggi si celebra la Giornata nazionale della legalità e anche a Rieti diverse sono le iniziative. L’amministrazione comunale ha aderito all’iniziativa dell’ANCI e alle 17.57, il Sindaco Antonio Cicchetti, osserverà un minuto di raccoglimento in Piazza Vittorio Emanuele II con sottofondo “Il Silenzio” suonato dal trombettiere della Questura. L’ANPI ha organizzato un incontro, presso la sede di via delle stelle, per ricordare le vittime della strage e trasmettere alle generazioni future la memoria di quanto accaduto. A Palermo, in questi giorni, sventola anche un lenzuolo proveniente da Rieti per “Le memorie di tutti”, il concorso promosso dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone, a realizzarlo i ragazzi della III E della scuola media “Basilio Sisti” che hanno scelto di disegnare una mongolfiera che vuole rappresentante la legalità e riporta con il nome di Falcone, con accanto, una colomba in volo emblema di libertà

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Il comune di Amatrice conferisce la Cittadinanza Onoraria alla Croce Rossa Italiana

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E’ stata consegnata, durante una cerimonia presso l’Auditorium Della Laga ad Amatrice, la cittadinanza onoraria alla Croce Rossa Italiana per il contributo dato durante i mesi che hanno seguito il terremoto del 2016. A consegnare la pergamena al  Vicepresidente nazionale Rosario Valastro, il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi.

LE PAROLE DEL SINDACO CORTELLESI: Il primo cittadino ha tenuto a sottolineare che gli uomini e le donne della Croce Rossa “sono gli eroi della quotidianità italiana e in particolare, della nostra quotidianità. La loro presenza per noi è sinonimo di fratellanza, sicurezza, solidarietà e aiuto concreto e la cittadinanza onoraria è il segno di una vicinanza che deve continuare per vigilare la ripartenza”. Al termine della cerimonia è stata deposta, presso il monumento dei caduti ad Amatrice, una corona di fiori. Il vice presidente Valastro si è detto emozionato e grato per l’importante riconoscimento da parte di Amatrice, luogo simbolo di una tragedia nella quale i nostri volontari sono stati tra i primi a giungere per portare soccorso”. Il vice presidente della Croce Rossa Italiana ha voluto dedicare la cittadinanza onoraria a ciascuno dei soccorritori

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Ambiente

Oggi, 20 maggio, è la Giornata mondiale delle api

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