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Cronaca

Arrestato il capo della banda che, in piena pandemia, ha svaligiato 20 abitazioni tra la Sabina e Terni

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Sarebbero stati compiuti in terra sabina, da Magliano a Passo Corese, una parte dei furti in abitazione attribuiti alla banda di ladri scoperta e smantellata dai carabinieri delle compagnie di Terni e San Gemini, da dove è partita la maxi-inchiesta che è riuscita a risalire ad un sodalizio criminale interregionale, con “base” a Roma ma con ramificazioni nel Reatino e nel Ternano.

QUATTRO I LADRI – Quattro le persone finite nel mirino dei militari, due di origine albanese e due romene. Tra queste una donna di 36 anni, compagna di quello che viene ritenuto il capo della banda, pure lui 36enne, arrestato nella Capitale con l’accusa di furto aggravato in concorso. La donna è stata denunciata a piede libero mentre sono ancora in corso le ricerche per identificare gli altri due complici.

COME OPERAVA LA BANDA – Secondo quanto ricostruito dai militari, i ladri operavano con piani ben studiati e organizzati”. A caratterizzare la banda il modus operandi: venivano sempre prese di mira villette di campagna, case isolate o piccoli condomini, nei quali i malviventi riuscivano ad accedere forzando o rompendo i vetri delle finestre. I quattro agivano nell’arco orario compreso tra le 16 e le 20, cercando soldi, gioielli, orologi, monete storiche e attrezzature fotografiche. Per le fughe venivano utilizzate automobili sempre diverse tra loro. Ed è così che, tra l’ottobre del 2020 e l’aprile del 2021, in piena pandemia da Covid, sono stati messi a segno alcuni colpi nelle zone di Fara in Sabina, Montopoli, Poggio Mirteto e Magliano Sabina. La stima dei proventi delle attività illeciti ammonterebbe a oltre 30 mila euro:

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Cronaca

Anche Rieti ricorda i trent’anni della strage di Capaci

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Sabato 23 maggio 1992, ore 17.56. un’esplosione di 500 chilogrammi di tritolo segna la strage mafiosa più nota e ricordata della storia italiana che devastò un tratto dell’autostrada A29 all’altezza del cartello dello svincolo per Capaci-Isola delle Femmine, a pochi chilometri da Palermo. L’obiettivo erano le tre auto blindate  che componevano il convoglio che stava conducendo il giudice Giovanni Falcone, 53 anni, e sua moglie Francesca Morvillo, 47 anni, anche lei magistrato, dall’aeroporto di Punta Raisi a Palermo. Quel pomeriggio morirono anche Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, gli uomini della scorta. Oggi sono trascorsi 30 anni dall’attentato di Capaci che suscitò grandissima emozione in tutta Italia. In Sicilia i movimenti antimafia scesero in piazza e a Palermo i cortei sfilarono tra i palazzi dove dai balconi scendevano lenzuola bianche. Giovanni Falcone, durante la preparazione per il maxi processo contro la mafia con cui lavorò insieme a Paolo Borsellino, che verrà ucciso due mesi dopo nella strage di via d’Amelio, venne più volte a Rieti, nell’ex carcere di Santa scolastica per interrogare alcuni pentiti di mafia, tra cui Totuccio Contorno e Antonino Calderone, rinchiusi proprio nel penitenziario reatino. Oggi si celebra la Giornata nazionale della legalità e anche a Rieti diverse sono le iniziative. L’amministrazione comunale ha aderito all’iniziativa dell’ANCI e alle 17.57, il Sindaco Antonio Cicchetti, osserverà un minuto di raccoglimento in Piazza Vittorio Emanuele II con sottofondo “Il Silenzio” suonato dal trombettiere della Questura. L’ANPI ha organizzato un incontro, presso la sede di via delle stelle, per ricordare le vittime della strage e trasmettere alle generazioni future la memoria di quanto accaduto. A Palermo, in questi giorni, sventola anche un lenzuolo proveniente da Rieti per “Le memorie di tutti”, il concorso promosso dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone, a realizzarlo i ragazzi della III E della scuola media “Basilio Sisti” che hanno scelto di disegnare una mongolfiera che vuole rappresentante la legalità e riporta con il nome di Falcone, con accanto, una colomba in volo emblema di libertà

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Cronaca

25enne arrestato per evasione dai domiciliari

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Cronaca

Emergenza Ucraina: piattaforma per richiedere il contributo di sostentamento

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E’ disponibile dal 29 aprile La piattaforma del Dipartimento della Protezione Civile https://contributo-emergenzaucraina.protezionecivile.gov.it, che permette alle persone in fuga dall’Ucraina di richiedere il contributo di sostentamento. Il contributo è destinato a chi ha presentato domanda di permesso di soggiorno per protezione temporanea ed ha trovato una sistemazione autonoma anche presso parenti, amici o famiglie ospitanti.

Il sostegno può essere richiesto entro il 30 Settembre 2022 e viene riconosciuto per un massimo di tre mesi dalla data riportata sulla ricevuta di presentazione della domanda di permesso di soggiorno per protezione temporanea. In base al periodo trascorso tra la domanda e la richiesta di contributo, può essere riconosciuto per una quota mensile, per due quote mensili o per l’intero ammontare.

Il settore Servizi Sociali del Comune di Rieti ha fornito precise indicazioni per poter richiedere il contributo di sostentamento previsto dall’Ordinanza di Protezione Civile. Per richiedere il contributo sulla piattaforma è necessario il Codice Fiscale, un numero di cellulare e una e-mail. Il sostegno economico è di 300 euro mensili (per un massimo di tre quote) e prevede un’integrazione di 150 euro al mese per ciascun minore di 18 anni, erogata al genitore o all’adulto che sia riconosciuto tutore legale, purché abbia presentato domanda di soggiorno per protezione temporanea. La somma sarà erogata in contanti presso un qualsiasi ufficio di Poste Italiane presente in Italia.

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