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Regione Lazio: oltre 2,2 milioni a sostegno delle famiglie vulnerabili

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Sostegno alle famiglie con percorsi di assistenza alle donne in gravidanza e ai neo genitori oltre che di contrasto alla dispersione scolastica sono alcune delle attività dei Centri per la famiglia che saranno finanziate dalla Regione Lazio con un contributo di oltre 2,2 milioni di euro per le annualità 2022 e 2023, approvato con delibera di Giunta. Con il finanziamento saranno attivati 12 nuovi Centri che andranno ad ampliare e rafforzare la rete dei servizi su tutto il territorio.

GLI INTERVENTI PER LE FAMIGLIE – Con i fondi regionali saranno promosse diverse tipologie di intervento rivolte alle famiglie, tra queste ci sono percorsi di orientamento, ascolto e accoglienza; sportelli di mediazione linguistica e culturale per le famiglie migranti e promozione dell’apprendimento dei più piccoli, come il doposcuola per contrastare il fenomeno della dispersione. Inoltre, verranno incentivati interventi volti alla prevenzione del maltrattamento e di contrasto al disagio di bambini e ragazzi.

LE PAROLE DI TRONCARELLI – “Con questo atto andiamo a promuovere il modello regionale dei Centri per la famiglia che risulta essere un punto di riferimento territoriale per i nuclei familiari, che possono essere accolti e ascoltati da personale qualificato in grado di offrire informazioni e orientamento ai vari servizi” ha commentato l’assessore alle Politiche Sociali  Alessandra Troncarelli . La pandemia ha acuito le vulnerabilità già presenti ed è per questo che la Regione ha deciso di intervenire per fare in modo che la ripartenza riguardi tutti i cittadini del Lazio, a partire dalle famiglie e dai minori. “Con lo stanziamento e la programmazione di queste risorse – conclude Troncarelli – vogliamo consolidare i centri già attivati rimodulando le prestazioni offerte ed ampliare la rete dei centri, garantendone una distribuzione quanto più possibile uniforme sul territorio”.  

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Asl Rieti

Asl in Piazza. Week end dedicato alla prevenzione oncologica

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Il 21 e il 22 maggio si svolgerà a Rieti e Cittaducale “Asl in piazza”, un evento organizzato dalla Asl di Rieti dedicato alla prevenzione oncologica che si rivolge alle donne nella fascia di età 50 – 74 anni per la prevenzione del tumore della mammella, alle donne nella fascia di età 25 – 64 anni per la prevenzione del tumore del collo dell’utero e alle donne e agli uomini nella fascia di età 50-74 anni per la prevenzione del tumore del colon retto. Un week end interamente dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione con consulti e visite gratuite.

LA PRIMA GIORNATA — La prima giornata si svolgerà sabato 21 maggio a Rieti, in piazza Vittorio Emanuele II dalle ore 9:00 alle ore 18:00. La seconda giornata domenica 22 maggio dalle ore 9:00 alle ore 16:00 a Cittaducale in piazza del Popolo.  Grazie ad un poliambulatorio mobile di oltre 100 metri quadrati fornito di spazi dedicati all’attesa e di sale visita, i professionisti della Asl di Rieti e del coordinamento screening aziendale eseguiranno gratuitamente con prenotazione sul posto consulti ed ecografie mammarie, il test HPV, il Pap Test e la prenotazione degli screening oncologici della mammella e del colon retto con la distribuzione del test dedicato.   

LA DESK RECEPTION — La struttura mobile è inoltre fornita di un desk reception per l’accettazione e l’accoglienza dei cittadini, presso il quale verrà distribuito il materiale informativo sull’offerta screening oncologici della Asl di Rieti, attiva tutto l’anno su tutto il territorio della provincia di Rieti. 

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Ambiente

I Cinghiali devastano le piantagioni di Mais nella piana. Risolo:”Situazione insostenibile”

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Numerose le segnalazioni che in questi giorni stanno arrivando agli uffici di Coldiretti Rieti in merito ai danni subiti dagli agricoltori a causa della presenza dei cinghiali, che solo nella Piana hanno devastato un intero campo di mais appena seminati. Ingenti i danni in fase di quantificazione. Cresce la preoccupazione da un lato delle aziende agricole per i danneggiamenti subiti ai raccolti, dall’altro delle aziende suinicole, che temono una possibile diffusione della peste suina. La richiesta della federazione provinciale è quella di procedere all’abbattimento degli ungulati attraverso il coinvolgimento degli Atc, l’ambito territoriale di caccia e le aree parco, generando un coordinamento tra loro. 

RISOLO “La situazione ormai è insostenibile e fuori controllo – spiega il presidente di Coldiretti Rieti, Alan Risolo – gli agricoltori sono già gravati da innumerevoli problemi, che vanno dall’aumento dei costi delle materie prime alle ripercussioni del conflitto in Ucraina, fino all’emergenza Covid, dalla quale ne sono usciti distrutti. Come se tutto questo non bastasse, devono costantemente fare i conti anche con i danni causati causati da branchi dei cinghiali, che puntualmente invadono i nostri campi”.  Sono già numerose le aziende, che dopo anni sono state costrette a cambiare tipo di coltivazione e riconvertire i loro terreni. Le realtà presenti nella Piana reatina, poi, sono state ulteriormente penalizzate anche dai danni causati dall’allagamento che si è verificato lo scorso anno. 

CASU “Appare inevitabile e urgente – dice il direttore di Coldiretti Rieti, Giuseppe Casu – procedere con la riduzione numerica dei cinghiali attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157/92 con l’articolo 19 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette. E’ fondamentale in questo momento, anche alla luce di una possibile diffusione della peste suina in altre aree della nostra regione, procedere con il depopolamento. Una richiesta, la nostra, che riguarda anche le aree protette e a tal proposito è opportuno che si crei un coordinamento tra Atc e aree parco”.                                           

Un rischio, quello di una eventuale diffusione del contagio della peste suina, che metterebbe in pericolo le aziende suinicole reatine, dove sono presenti 376 allevamenti con circa 5 mila capi. La seconda provincia nel Lazio, dopo Frosinone, in ordine di importanza per numerosità aziendale, è proprio la provincia di Rieti. 

I PICCOLI ALLEVAMENTI“Si tratta prevalentemente di piccoli allevamenti suincoli di maiale nero reatino – prosegue Risolo – stiamo parlando di una vera eccellenza, con razze autoctone che consentono di realizzare dei prodotti di pregio e rappresentano una distintività per il nostro territorio, che non possiamo permetterci di perdere. Quello di una possibile diffusione della peste suina africana è un rischio concreto. Un problema che già in passato abbiamo opportunamente segnalato e che metterebbe seriamente a rischio le nostre aziende e i loro prodotti di alta qualità. Questo avrebbe delle ripercussioni devastanti anche a livello economico e sulle esportazioni, con la conseguente sfiducia dei consumatori”.  Un settore quello suinicolo che solo nel Lazio fa registrare un giro di affari di oltre 800 milioni di euro ed è stato uno dei più colpiti dalla crisi economica determinata dalla pandemia, che ha causato il crollo delle vendite dei prosciutti stagionati e indotto i prosciuttifici a rallentare, in alcuni casi interrompere, l’approvvigionamento settimanale di cosce.

Fonte: comunicato stampa

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Leodori-Corrado, turismo: “Horse Green Experience” occasione per riflettere su turismo esperienziale e sostenibile e nuovo modello di sviluppo economico”

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“Siamo felici che la nostra Regione ospiti la Horse Green Experience Roma 2022. Progetti come questo ci aiutano a valorizzare il patrimonio naturale, sportivo e culturale del nostro territorio. Horse Green Experience rappresenta un’occasione per riflettere sull’importanza di un turismo esperienziale e sostenibile, in armonia con l’ambiente, rispettoso delle comunità e inteso come veicolo di un nuovo modello di sviluppo economico ed etico. Quello compiuto dai 25 appassionati provenienti da diverse regioni italiane, partiti oggi da Tivoli e che tra acquedotti monumentali e Castelli Romani giungeranno al Colosseo domenica, è un viaggio irripetibile che contribuisce a far scoprire luoghi nuovi e meno noti, a perdersi in una natura incontaminata e promuovere l’offerta culturale e gastronomica del territorio” – hanno dichiarato Daniele Leodori, Vicepresidente della Regione Lazio e Valentina Corrado, Assessore al Turismo ed Enti Locali della Regione Lazio.

“Nei 10 giorni di HGE non mancherà spazio per riflettere insieme a docenti universitari, centri di ricerca, enti locali e di settore, associazioni e PMI sulle strategie legate al ruolo del cavallo e all’importanza che gli eventi sportivi possono giocare per la ripartenza del turismo e il rilancio economico nell’era post covid. Il nostro territorio è un’eterna scoperta di meraviglie che abbracciano Roma e il turismo equestre, esperienza di viaggio slow caratterizzato da una forte valenza emozionale, può rappresentare uno straordinario veicolo per valorizzazione le cinque province del Lazio” – hanno concluso Leodori e Corrado.

Fonte: comunicato stampa

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