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Comune

Sottopasso e ferrovia, Paolucci della UIL: “Politica trovi coraggio”

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“La politica trovi il coraggio per proiettare Rieti nel futuro”, così Alberto Paolucci, Segretario generale della Uil di Rieti e della Sabina romana, torna sui temi “caldi” del sottopasso e Ferrovia, recentemente al centro del dibattito cittadino. “Non si può fare: ecco le quattro parole che spesso compongono il commento più diffuso in città, quattro parole, che se abusate, possono diventare però sinonimo di scarso coraggio. “E’ il caso della ferrovia che ormai lega indissolubilmente i temi del sottopasso, dei passaggi a livello e dello spostamento della stazione a sud”, afferma Paolucci. La Uil ha manifestato contrarietà allo sventramento di viale Maraini e ha chiesto al Comune di indire una consultazione popolare proprio per far scegliere ai cittadini il futuro dello storico viale. Poi la richiesta della Uil al Sindaco Cicchetti e alla sua maggioranza: un atto amministrativo a costo zero, una variante al Piano regolatore generale che prevede lo spostamento della stazione ferroviaria fuori città, verso sud. Una struttura, che se realizzata, sarebbe propedeutica anche alla realizzazione della ferrovia tra la nostra città e la Capitale. Non solo, eliminerebbe in un colpo solo il problema dei passaggi a livello, eviterebbe la realizzazione del sottopasso e terrebbe anche conto anche del futuro sviluppo urbano su Porrara e le ex aree industriali. Anche in questo caso la risposta dell’amministrazione è stata: non si può fare. “Quel che desideriamo far emergere – conclude il sindacalista UIL – è la differenza sostanziale tra una visione della città che si proietta al futuro e un’altra di più corto respiro, concentrata a studiare soltanto soluzioni tampone. E su questo che, a nostro parere, la politica dovrebbe ragionare e confrontarsi”. 

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Città

RFI: Giunta Comunale approva l’eliminazione di 7 passaggi a livello

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Città

Petrangeli incontra i sindacati: lavoro e università i temi

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Proseguono gli incontri tra sindacati e candidati a primo cittadino per Palazzo di città. Questa volta è il turno di Simone Petrangeli con i rappresentanti della CISL Roma Capitale – Rieti, il Segretario Generale Carlo Costantini e il coordinatore della CISL del territorio reatino Paolo Bianchetti. Nel corso dell’incontro si sono approfonditi i temi oggetto della nota redatta dal sindacato con particolare rilevanza data al tema del lavoro, soprattutto riguardante i giovani e alla necessità di uno sviluppo locale legato alle peculiarità del territorio. Oltre al lavoro è stato affrontato il tema dell’Università e di politiche sociali più inclusive e infrastrutture materiali e digitali, sanità territoriale e il ruolo del comune capoluogo.

LE DICHIARAZIONI – Petrangeli e i sindacati hanno infine concordato sulla necessità di una attività amministrativa improntata al confronto e al dialogo continuo per poter coinvolgere l’intera comunità nelle scelte più importanti. Queste le parole del candidato sindaco del centrosinistra al termine dell’incontro: “Ci siamo confrontati su temi nell’auspicio comune di un confronto costante e costruttivo che vada anche oltre le elezioni amministrative”.

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Comune

“Rischio sismico: cosa sappiamo e come difenderci”, l’incontro in comune

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“Rischio sismico: cosa sappiamo e come difenderci”, questo il tema dell’incontro promosso dall’Ordine dei Geologi del Lazio e dal Comune di Rieti con il patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri e degli Architetti, Pianificatori della Provincia di Rieti. Un evento importante per un territorio fortemente colpito dai terremoti del 2009 e del 2016 con il prezioso intervento del Presidente dell’Ingv che ha spiegato: “Conoscere la natura dei fenomeni geologici è la base per riuscire a calcolare con una buona approssimazione gli effetti che si produrranno con i terremoti futuri, indicazioni basilari per poter adottare le opere di prevenzione necessarie sia sul costruito esistente, che sulle nuove abitazioni o infrastrutture. L’attuale normativa antisismica per l’edilizia residenziale non protegge in modo adeguato le aree epicentrali per le quali dobbiamo invece focalizzare l’attenzione. Ogni edificio – conclude Doglioni – fa inoltre storia a sé, sia per il suo grado di vulnerabilità, sia per gli effetti di amplificazione sismica locale, conoscenze imprescindibili in ogni contesto. Il convegno ha visto la presentazione di analisi della disaggregazione degli edifici tipici dell’Appennino e delle tecniche innovative che possono rendere le nuove case in grado non solo di salvare la vita umana ma anche di rimanere integre e utilizzabili dopo il terremoto, senza dover far sfollare per troppi anni intere comunità, lacerandone il tessuto sociale”.

“Un convegno di alto valore scientifico che ha animato la Città di Rieti ed ha riproposto il tema della ‘unicità’ di ogni edificio – aggiunge il Sindaco di Rieti, Antonio Cicchetti – A fronte di ciò non sembri azzardato ripensare all’introduzione del tanto osteggiato ‘fascicolo del fabbricato’, contenente la storia analitica dell’edificio. Cosa che, in fin dei conti, corrisponderebbe alla cartella sanitaria del paziente”. In chiusura Leonello Serva, promotore dell’incontro, riepiloga: “Ad oggi ritengo, con buona approssimazione, che il terremoto massimo che può colpire l’area sia di Magnitudo intorno a sei. Tale terremoto può produrre il fenomeno della fagliazione superficiale con rigetti dell’ordine dai pochi centimetri a uno o due decimetri; di tali piccoli valori se ne dovrebbe tenere conto nelle microzonazioni in quanto essi, sulla base della mia esperienza, non creano danni sostanziali a strutture ben costruite”.

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