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Cgil, Cisl e Uil manifestano contro le morti sul lavoro e chiedono interventi concreti

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Sono scesi in piazza questa mattina i tre presìdi organizzati da CGIL, CISL e UIL per dire basta alle morti sul lavoro con un numero, 772, dall’inizio dell’anno di lavoratori e lavoratrici che hanno perso la vita proprio sul luogo di lavoro. I sindacati sono scesi in piazza per sensibilizzare cittadini e istituzioni sulla necessità di elevare sempre di più gli standard per la salute e la sicurezza sul lavoro.

TRE POSTAZIONI DIVERSE – È con questo obiettivo che CGIL, CISL e UIL oggi hanno manifestato in tre diversi luoghi:presso l’Istituto territoriale del lavoro; di fronte alla sede dell’Inail e davanti alla Prefettura di Rieti, in piazza Cesare Battisti.

LE DICHIARAZIONI – Claudio Coltella (CGIL), Paolo Bianchetti (CISL) e Alberto Paolucci (UIL) hanno sottolineato la necessità di “tenere alta l’attenzione sui rischi che corrono uomini e donne della nostra, come delle altre province del Paese, ogni giorno mentre lavorano, mentre sono impegnati per provvedere al necessario mantenimento delle famiglie. Non si può più morire di lavoro. Siamo impegnati e lo saremo in futuro per ridare al lavoro il rispetto, la dignità e la centralità che merita nella società di oggi e di domani”.

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FP CGIL denuncia criticità al de Lellis e scrive alla ASL

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Mobilità in deroga delle aree di crisi complessa. Il commento dei sindacati

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Si è svolto oggi 11 aprile l’incontro con la Regione Lazio per definire l’accordo relativo alla
mobilità ed alla cassa in deroga per le aree di crisi complessa.

L’INCONTRO — Come tutti gli anni la prima preoccupazione era la copertura economica per tutto il 2022
perché la continuità della misura determina il diritto per l’anno successivo. Il finanziamento 19.797.385,44 in base al decreto di riparto è stato sufficiente per coprire l’intero anno, anche grazie ai residui dell’anno precedente pari a 8.129.865,47 che sono stati destinati alla cassa in deroga.
I tempi per l’erogazione sono legati all’iter che da questo momento si avvia con la definizione
della platea dei destinatari che la Regione invierà all’INPS per l’effettiva erogazione.
Quest’operazione dovrà avvenire in tempi brevi, le OO.SS. per la loro parte si sono
impegnate a verificare tempestivamente gli aventi diritto.
Per quanto riguarda le politiche attive nell’accordo è stato inserito un iter che prevede il
coinvolgimento dei Centri per l’Impiego per la presa in carico dei percettori della mobilità,
inoltre saranno calendarizzate le seguenti riunioni operative:

  • Incontro con le Associazioni Datoriali;
  • Incontro con Le Amministrazioni
  • Comunali dei territori interessati;

– Incontro plenario per la declinazione della politica attiva.

Sarà un iter che le OO.SS. intendono seguire con attenzione perché consapevoli che in una
fase di stagnazione del mercato del lavoro dovuto all’emergenza sanitaria, stagnazione
aggravata dalla crisi internazionale, bisogna costruire le condizioni per creare nuove
occasioni di lavo.
Per quanto riguarda i chiarimenti sugli arretrati del 2021 le OO.SS, si attiveranno attraverso
i Comitati dell’INPS per verificare la correttezza dei calcoli effettuati.

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Sindacati, nuovo stato di agitazione per il tema assunzioni

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Le sigle sindacali del comparto sanità tornano ad intervenire sulla proroga dei contratti a tempo determinato e l’attivazione delle procedure di stabilizzazione dei dipendenti ASL del comparto e della dirigenza. CGIL, CISL, UIL, FIALS e FASSID hanno indirizzato la nota, oltre che alla Dg Marinella D’Innocenzo, anche al Prefetto, alla Questura, al Presidente Nicola Zingaretti e all’ Assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato. La nota fa riferimento allo stato d’ agitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali affinché la ASL di Rieti onorasse l’accodo sottoscritto tra Regione Lazio e sindacati riguardante il rinnovo al 31 marzo di tutti i contratti a tempo determinato.

“Il 28 marzo scorso – si legge nella nota – la DgD’Innocenzo nel corso del tentativo di conciliazione presso la Prefettura di Rieti aveva affermato testualmente: “l’Azienda ha deciso di prorogare i contratti a tempo determinato fino al 31.12.2022 ma, a distanza di tre giorni, il direttore generale si è smentita da sola visto che ha invece adottato, il primo di aprile, una Deliberazione con cui dispone la prosecuzione del rapporto di lavoro del personale a tempo determinato fino al 30 giugno e non più a dicembre”. Le organizzazioni sindacali, considerato che con l’adozione della nuova delibera che anticipa la fine del contratto di sei mesi, e mancando provvedimenti di proroga per il personale della dirigenza sanitaria, rilanciano la proclamazione dello stato d’agitazione e chiedono alla Direzione Generale della Asl di Rieti di mantenere gli impegni assunti lasciando la scadenza della proroga al 31 dicembre di tutti i contratti a tempo determinato del Comparto e della Dirigenza e di procedere con le stabilizzazioni per i lavoratori che ne hanno diritto.

I sindacati hanno attivato anche una mediazione con la Regione Lazio, chiedendo risposte immediate per la tutela di tutti i lavoratori e continueranno con l’affissione di bandiere e vessilli fuori dalle sedi Asl.

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