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Sanità

La Asl di Rieti azienda pilota di “Tessere Smart Share”, progetto nazionale che rimette il paziente al centro puntando sulla telemedicina

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La Asl di Rieti sarà l’Azienda pilota del progetto “Tessere Smart Share” che ha come obiettivo di rimettere il paziente al centro del sistema sanitario utilizzando la telemedicina per trasferire il trattamento dall’ospedale al territorio migliorando la qualità e l’efficienza delle cure.

COLLABORAZIONE CON LE ASSOCIAZIONI – Il progetto nazionale, è promosso in collaborazione con ANMAR E ALMAR dall’Asl di Rieti, dalla Società Italiana di Reumatologia, dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale e dalla Federfarma. A supervisione il progetto sarà il Centro nazionale per la telemedicina dell’Istituto Superiore di Sanità. L’Azienda Sanitaria Locale di Rieti, scelta come Azienda pilota del progetto, sarà ancora una volta laboratorio nazionale di buone pratiche grazie alla realizzazione della continuità assistenziale ai pazienti con patologia infiammatoria attraverso l’integrazione tra specialista di riferimento e medici di medicina generale, partendo dall’attivazione di un collegamento, per via informatica e telematica, delle diverse strutture assistenziali: i centri di eccellenza, i presìdi  ospedalieri, ambulatoriali e di ricovero, ma anche gli specialisti territoriali di medicina generale attraverso sistemi operativi condivisi.

IL COMMENTO DELLA DG MARINELLA D’INNOCENZO – “Ancora una volta la Asl di Rieti è al centro di un progetto nazionale che ha il paziente al primo posto e come primo punto di riferimento, in questo caso grazie al ruolo della telemedicina e della sanità digitale per migliorare l’accesso alle cure e la qualità delle stesse – ha sottolineato il Direttore Generale Marinella D’Innocenzo. Questo nuovo progetto permetterà di ridurre il divario tra sistema sanitario e cittadini grazie alla realizzazione di un modello sanitario incentrato sull’efficienza e sulla continuità dell’assistenza sanitaria, garantendo una migliore qualità di vita dei pazienti con cronicità”.

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Sanità

ASL, il punto sulla campagna vaccinale e le sfide future

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Asl Rieti

La Asl di Rieti è tra i protagonisti dello stage europeo HOPE

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La Asl di Rieti è tra i protagonisti dello stage europeo HOPE (Federazione Europea degli Ospedali e dell’Assistenza Sanitaria) che consente ai professionisti sanitari di tutta Europa di confrontarsi sul funzionamento dei sistemi sanitari europei, facilitando la cooperazione e lo scambio delle buone pratiche sanitarie.  A rappresentare l’Azienda il dottor Michele Ciro Totaro responsabile dell’Unità Assistenza Domiciliare Integrata aziendale della Asl di Rieti. Il medico reatino, già da alcuni giorni in Francia, sarà accolto per quattro settimane a Lione, presso il gruppo degli ospedali del territorio della Valle del Rodano (Givors, Vienne, Condrieu, Chaponnay).  

E’ la prima volta che professionisti della Asl di Rieti vengono invitati a partecipare ad uno scambio sull’assistenza sanitaria territoriale, realizzato tra le diverse istituzioni sanitarie europee. Il progetto prevede una serie di incontri con tutti gli attori del sistema sanitario locale, dal personale ospedaliero a quello della medicina territoriale, nonché con le varie realtà francesi regionali e nazionali, come la Federazione nazionale degli ospedali francesi, l’agenzia sanitaria regionale dell’Alvernia-Rodano-Alpi, i rappresentanti dei pazienti, le filiere diagnostico-terapeutiche territoriali, le associazioni liberali di gestione socio-sanitaria domiciliare e territoriale, le assicurazioni sanitarie mutualistiche.  Lo stage si concluderà a Bruxelles ai primi di giugno nella “Agora HOPE”, dove tutti i partecipanti metteranno in comune le esperienze apprese, presentandole alla platea di tutta Europa. Il tema dell’Agora di quest’anno è l’uso dell’evidenza nella gestione dell’assistenza sanitaria.  

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prima pagina

L’assessore Alessio D’Amato ha fatto visita al ragazzo ucraino arrivato al Sant’Eugenio

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Ieri mattina l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, si è recato all’Ospedale Sant’Eugenio, dove ha voluto incontrare Vadim, il ragazzo ucraino di 17 anni, arrivato venerdì sera in condizioni gravissime, con ustioni sul 70% del corpo.

LE PAROLE DI D’AMATO: “Vadim – scrive l’assessore sulla sua pagina social – è rimasto gravemente ustionato per tentare di portare via la madre dal pullman andato a fuoco su cui viaggiavano per fuggire dai territori di guerra”. Vadim, il primo paziente ucraino ad essere preso in carico, a livello nazionale, in un centro ustionati gravi, è seguito dall’équipe del Centro Grandi Ustioni del Sant’Eugenio e nei prossimi giorni sarà sottoposto ad interventi chirurgici. “Ringrazio il personale del Sant’ Eugenio e le équipe del reparto che si stanno prendendo cura del ragazzo e sono fortemente impegnate a salvare la vita del giovane. A loro va il mio ringraziamento e un forza Vadim al giovane eroe” ha scritto D’Amato.

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