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Economia

“bollette pazze”, APS smentisce la notizia

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La società Acqua Pubblica Sabina, prende le distanze dalla notizie che la vede al centro dell’attenzione da alcuni giorni. La notizia fuoriuscita sulle “bollette pazze” mandate da APS agli usufruitori dei servizi della società, è stata subito smentita con grande amarezza.

LA FAKE NEWS – Risulta destituita di ogni fondamento la notizia secondo la quale Acqua Pubblica Sabina avrebbe emesso “bollette pazze”. Sono stati inviati, infatti, semplicemente dei solleciti bonari. E’ sorprendente e provoca amarezza che tale fake news emerga dalle dichiarazione di un’Organizzazione Sindacale che, come altre, dovrebbe avere a cuore, da un lato la tutela dei lavoratori e dell’altro la funzionalità e il miglioramento aziendale, obiettivi per i quali le forze attive del territorio potrebbero lavorare insieme al gestore del Servizio Idrico al fine di ridurre al minimo il fenomeno del mancato pagamento delle utenze, tutto ciò all’insegna del principio di solidarietà territoriale imposto dal Regolatore ARERA. 

I NUMERI DI APS – Nel merito di quanto accaduto, si evidenzia, numeri alla mano, che nel corso del 2020 – periodo 1 febbraio/31 ottobre – Acqua Pubblica Sabina ha emesso e inviato 235.935 bollette  per un numero di utenze pari a 90.642. Sono pervenuti solo 687 reclami per verifica di mancati riscontri dei pagamenti. La percentuale dei reclami rispetto alle bollette emesse è quindi pari allo 0,29%. Evidentemente si tratta di una percentuale irrisoria, prontamente verificata e sistemata. Tale accadimento è dovuto ad un mancato allineamento tecnico tra i sistemi di billing di APS e quelli di Poste sui bollettini postali. Per le altre linee di incasso attraverso il MAV non si sono mai riscontrate anomalie.

FONTE COMUNICATO STAMPA APS

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Comune

Impianto a biomasse in località Piani Poggio Fidoni. Il tar da ragione alla società Beta Bioenergy

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Si torna ancora a parlare dell’impianto a Biomasse che doveva sorgere in località Piani Poggio Fidoni. Ripercorriamo la vicenda grazie alle parole del rappresentante legale della società Beta Bioenergy Riccardo Seri.

“Nel 2017 presentammo la PAS (Procedura Abilitativa Semplificata) per la realizzazione di un impianto a biomassa legnosa, di potenza pari a 196 Kw, nel Comune di Rieti in località Piani di Poggio Fidoni, in zona urbanisticamente compatibile secondo la normativa vigente e non sottoposta a vincoli ambientali.

Il Comune, ricevuta la giusta documentazione di cui sopra, non ha esercitato il potere di inibire l’attività, ed anzi ha autorizzato con separato titolo anche la realizzazione di n. 4 serre attigue, per l’ottimizzazione della funzionalità dell’impianto mediante l’utilizzo del vapore prodotto del processo di gassificazione,

dove ospitare attività di agricoltura sociale come previsto dall’intervento di “Energia Circolare” ipotizzato.

A seguire si venne a creare un Comitato contrario all’iniziativa e tramite legale da loro incaricato è stato promosso un ricorso accidentale per la supposta mancanza dei requisiti della P.A.S. in conseguenza del quale il Comune cambiò, per noi inspiegabilmente, avviso ed ha annullò gli effetti della P.A.S. costringendoci a ricorrere presso il T.A.R. a tutela dei nostri interessi, intraprendendo un percorso forzato costellato di ulteriori spese e perniciose perdite di tempo.

Il T.A.R. accogliendo tutte le nostre ragioni, ma non poteva essere altrimenti,  ha emesso nel Dicembre 2020 la SENTENZA DI ANNULLAMENTO dell’ atto di revoca del Comune e rigettato i ricorsi presentati.

Purtroppo l’incertezza dei tempi necessari a far valere i nostri diritti, che risultavano già palesemente leciti anche a seguito della prima fase di approfondimento del Dirigente Tecnico all’epoca in carica di cui anche il TAR ha poi dato atto,  hanno impedito il regolare procedere dei lavori e degli ulteriori investimenti per mettere in atto definitivamente l’iniziativa. Questo anche e soprattutto perché NEL FRATTEMPO IL “CIPPATO DI LEGNO”, PREVISTO COME MATRICE DI ALIMENTAZIONE DELL’IMPIANTO, E’ USCITO DALL’ELENCO DELL’INCENTIVAZIONE ECONOMICA PREVISTA DALLO STATO RENDENDO L’INIZIATIVA IMPRENDITORIALE E RELATIVO CONSISTENTE INVESTIMENTO ECONOMICO NON PIU’ ATTUABILE.

Il nostro non è il primo caso del genere dove, miopi interessi locali e la tentazione di cavalcare qualche sparuto comitato politicamente contaminato, determinano il naufragare di progetti di questa tipologia con grave danno economico per gli attori e conseguente carenza di sviluppo socio/economico del territorio.

Quanto sopra, nonostante sia ormai riconosciuto a livello planetario l’assoluta emergenza di convertire, nel minor tempo possibile, la produzione di energia verso quella derivante da fonti rinnovabili anche e soprattutto attraverso questi piccoli impianti non ha caso soggetti a Procedure Abilitative “Semplificate”.

Ovviamente per quanto descritto non essendoci più i requisiti minimi imprenditoriali, la prassi ci ha portato ad intraprendere un ulteriore cammino in sede civile per il riconoscimento del danno emergente e del lucro cessante. Abbiamo quindi dato mandato ai ns legali di studiare azioni volte al raggiungimento dello scopo suddetto.

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Economia

Pane di Sant’Antonio, stanziati 100mila euro per le imprese

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Era stato preannunciato dal vescovo Domenico Pompili alla fine dei festeggiamenti Antoniani 2020, e in quelli di quest’anno l’annuncio della partenza del nuovo fondo istituito dalla diocesi in collaborazione con Caritas italiana, denominato “Pane di sant’Antonio”.

PRIMI AIUTI PER LE IMPRESE – Dopo il Fondo Santa Barbara, con il quale si è dato aiuto economico a tante famiglie in difficoltà per la pandemia, ecco questa forma di microcredito destinata ad aiutare i lavoratori più fragili. Finora sono stati erogati circa 100 mila euro in finanziamenti, aiutando piccole imprese a ripartire: un’azienda green ad acquistare nuove attrezzature e tre nuove realtà che stanno nascendo in questi giorni. a sorgere. “Contro le povertà, aiutare a creare lavoro e speranza” ha detto il vescovo Pompili.

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Comune

Temporary Shops, pubblicato l’avviso pubblico. Si cercano locali in centro

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Temporary shop natalizi: cercasi locali in centro storico. L’Azienda Speciale, nell’ambito delle attività affidate dalla Camera di Commercio Rieti Viterbo, in collaborazione con il Comune di Rieti, ha pubblicato un avviso per individuare immobili commerciali non occupati nel centro storico del capoluogo reatino (via Roma – via del Duomo – via Cintia – piazza Vittorio Emanuele) ed in località Terminillo (Pian de Valli), da adibire a “temporary shops” in occasione del periodo natalizio.

L’AVVISO PUBBLICO — L’avviso, pubblicato sul sito della camera di commercio scadrà il prossimo 15 novembre. Le attività, previste nel periodo delle festività, consentiranno di animare le vie principale del centro storico di Rieti e di Terminillo che purtroppo, negli ultimi anni, hanno registrato un crescente tasso di mortalità delle attività commerciali, consentendo di dare lustro a palazzi storici e negozi commerciali inutilizzati da tempo. L’obiettivo è duplice: da un lato aumentare il grado di appetibilità turistica del territorio di Rieti al fine di sostenere e qualificare l’azione di promo-commercializzazione delle imprese locali, dall’altro rivalorizzare negozi storici delle vie principali ormai chiusi, con l’intento di contribuire fattivamente al rilancio del sistema commercio. Per la concessione dell’immobile per il periodo dal 20 novembre al 31 dicembre 2021, si prevede l’erogazione di un rimborso di 500 euro. Gli immobili verranno utilizzati delle aziende selezionate nel periodo 8 dicembre –24 dicembre.

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